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Taglia, ENCI e Pedigree

La verifica di taglia, ENCI e Pedigree nei bassotti di razza pura

È importante precisare sin da subito che la verifica di taglia è specifica solo per i bassotti di razza pura,

Il Pedigree è l'equivalente di un documento d'identità per il cane
Il Pedigree è l’equivalente di un documento d’identità per il cane

stabilendo nella corretta categoria tutti quei cani con più di una taglia. Il processo comporta il calcolo del torace del bassotto, ammesso solo dopo che il cane ha raggiunto l’anno di età e ha terminato la sua crescita. Nonostante non sia obbligatorio e solo una minoranza dei cani siano ufficialmente confermati, tale procedura è necessaria per l’ammissione del cane alla riproduzione.

Essenzialmente, è un requisito di tipo burocratico per la compilazione dei moduli A e B (ad esempio, per la registrazione di una cucciolata). Se un bassotto con pedigree diventasse genitore senza la previa conferma di taglia, la documentazione per la consegna dei pedigree dei cuccioli sarebbe messa in stand-by fino al completamento della conferma. È ovvio che entrambi i genitori (madre e padre) devono essere confermati.

Taglia, ENCI e Pedigree: Procedura per la verifica del bassotto

Per verificare un bassotto, è possibile seguire questi passaggi: individuare un evento adatto nella località e data preferite, cercando tra manifestazioni internazionali, nazionali o raduni specifici per bassotti di razza (evitando eventi regionali o di altro tipo). Accanto alla data dell’evento, si trova un

Nel passato, l'identificazione del cane si basava sul tatuaggio, che però presentava molte complicazioni
Nel passato, l’identificazione del cane si basava sul tatuaggio, che però presentava molte complicazioni

riferimento telefonico per contattare il comitato organizzatore. È possibile richiedere il modulo di iscrizione tramite fax o scaricarlo direttamente dal sito web dell’organizzatore. Una volta compilato con le informazioni presenti sul pedigree del cane, il modulo deve essere inviato via fax, insieme alla ricevuta di pagamento, al comitato organizzatore.

Qualche anno fa, il processo era più semplice, ma ora è anche necessario il libretto delle qualifiche che può essere ottenuto presso l‘ufficio regionale ENCI o direttamente alla segreteria dell’evento. Il giorno stabilito (assicurarsi di essere ben informati su data e ora) presentarsi alla segreteria per ritirare il numero e il catalogo dell’evento. È importante ricordare che non sono ammessi cani aggressivi o che non accettano di essere toccati da estranei. Un cane che morde un giudice può essere squalificato. Una volta che il giudice (un funzionario ENCI) ha rilasciato il certificato di conferma di taglia, dovreste inviarlo in una busta raccomandata, insieme al pedigree, all’ufficio centrale ABC. Dopo pochi giorni, vi verrà rispedito il pedigree tramite posta raccomandata, con un costo aggiuntivo da saldare.

La seconda pagina del pedigree avrà in evidenza il timbro che certifica l’avvenuta registrazione. Da questo momento, il cane sarà autorizzato alla riproduzione, seguendo i criteri stabiliti dall’ENCI. In assenza di questo, non vi è alcun ostacolo per l’accoppiamento, ma non sarà possibile richiedere i pedigree per la prole.

Storia e funzioni dell’ENCI

ENCI è un’organizzazione privata e a scopo di lucro, fondata nel 1882 con il nome iniziale di “Società per il miglioramento delle razze canine”. Successivamente, con l’istituzione del Kennel Club Italiano, fu

La professione dell'allevatore cinofilo è stata riconosciuta e classificata a livello professionale
La professione dell’allevatore cinofilo è stata riconosciuta e classificata a livello professionale

creato il “Registro del Libro delle Origini” (LOI), che nel 1875 iscrisse il primo cucciolo nato in quell’anno: un bracco italiano di nome Falco.

L’ENCI ha il compito di mantenere i libri genealogici e i registri anagrafici conformemente alla normativa vigente e all’insegna della disciplina approvata dal decreto ministeriale, rispettando le normative comunitarie e le direttive della Federazione Cinologica Internazionale (FCI).

Garantisce la formazione, la qualificazione tecnica e l’aggiornamento culturale dei giudici e degli esperti impiegati per valutare le caratteristiche morfologiche e funzionali dei cani di razza, creando e mantenendo aggiornato il relativo registro sulla base dei regolamenti approvati dal Ministero con propria ordinanza. Inoltre, provvede alla tenuta e all’aggiornamento degli elenchi degli specialisti in cinotecnia, assicurandosi della loro preparazione tecnica e aggiornamento culturale.

L’ENCI equamente regola, approva, riconosce, patrocina e organizza in Italia esposizioni, test, corse e qualsiasi altro evento cinetecnico, sia direttamente che indirettamente, con obiettivi sportivi, al fine di verificare i risultati zootecnici e promuovere la selezione dei prodotti dell’industria canina. L’incremento della produzione locale può essere perseguito, così come le operazioni all’estero. Queste iniziative mirano a promuovere e valorizzare l’industria zootecnica italiana. È possibile gestire infrastrutture per il mantenimento di cani da lavoro e per il controllo zootecnico correlato. Indipendentemente da queste operazioni, l’organizzazione di eventi ufficiali, diretti o indiretti, basati su specifiche normative del Ministero può essere intrapresa.

L’importanza del pedigree

Il PEDIGREE è l’equivalente di un documento d’identità per il cane, l’unico accettato sia

A eseguire l'installazione sono autorizzati veterinari registrati presso l'organizzazione professionale e le ASL
A eseguire l’installazione sono autorizzati veterinari registrati presso l’organizzazione professionale e le ASL

dalla FNCI che dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Questo documento autentica sia la proprietà dell’animale che la veridicità delle informazioni relative al cane stesso. La sua alterazione è considerata un reato penalmente perseguibile. All’interno del pedigree si possono rintracciare i parenti e le linee di sangue. Questo permette di ottenere informazioni sulle potenziali caratteristiche genetiche e gli eventuali Campioni (di Bellezza e Lavoro) presenti tra gli antenati.

L’ABC è un organo delegato dall’ENCI per la conferma delle dimensioni. Ogni pedigree di cani che hanno superato il controllo delle dimensioni, deve essere inviato alla sede del club con l’attestato emesso dal giudice. Una volta ricevuto il pedigree, timbrato sulla seconda pagina in alto a sinistra, viene restituito al proprietario tramite posta raccomandata.

Fondazione dell’ABC e evoluzione del club

Fu l’11 Febbraio del 1961 che dieci appassionati di bassotti fondarono l’ABC (Amici Bassotto Club),

L'ENCI equamente regola, approva, riconosce, patrocina e organizza in Italia esposizioni, test, corse e qualsiasi altro evento cinetecnico
L’ENCI equamente regola, approva, riconosce, patrocina e organizza in Italia esposizioni, test, corse e qualsiasi altro evento cinetecnico

primo club per amanti di questa razza. Tra i fondatori vi erano: Carlo Sestetti, conte Giampiero di Belgiojoso, Elsa Bodo Dragoni, Anna Furlani, Mario Kopf, Uoe Masi, Rio Negri, Yvonne Negri Benedetti, contessa Paola Quinavalle Marcili, Elio Soliani. Il 7 Luglio del 1961 il direttivo dell’ ENCI riconobbe ufficialmente l’ ABC. Il primo presidente è il noto Giampiero Belgiojoso che assunse la carica di conte e, successivamente, quando Rio Negri divenne presidente tre anni dopo, provvide alla versione italiana dello standard originale del Peutscher Teckel-Klub e alla stesura dei principi fondamentali per le regole delle prove di lavoro. Precisamente, l’ENCI approva sia lo standard sia le regole delle prove di lavoro. Il club ha sempre promosso la protezione e l’evoluzione della razza, e continua a farlo ancora oggi. Al club si devono anche le regole del campionato sociale, quelle per le misure a 12 mesi, la successiva revisione del vecchio regolamento per le prove in tana, e la creazione di nuovi regolamenti per le prove su cinghiale e di sparo. Per unirsi a questo club, è necessario essere proprietari di bassotti registrati all’ENCI o avere contribuito in modo significativo alla valorizzazione e alla promozione della razza.

Obbligo di microchip per i cani in Italia

In Italia, la legge obbliga i padroni dei cani ad installare un microchip identificativo entro tre mesi dalla nascita o 15 giorni dal possesso. A eseguire l’installazione sono autorizzati veterinari registrati presso l’organizzazione professionale e le ASL, che devono allo stesso tempo iscrivere il cane nel data base regionale chiamato “Anagrafe Canina”, gestito dalle ASL.

Grazie a questo sistema, se un cane (ma anche un cavallo o una pecora) viene perso o rubato, può essere

In Italia, la legge obbliga i padroni dei cani ad installare un microchip identificativo entro tre mesi dalla nascita o 15 giorni dal possesso
In Italia, la legge obbliga i padroni dei cani ad installare un microchip identificativo entro tre mesi dalla nascita o 15 giorni dal possesso

facilmente rintracciato. Di conseguenza, il sistema di identificazione elettronico è un salvagente e un raggio di speranza per coloro che hanno perso il loro amatissimo amico e, non meno importante, un deterrente per coloro che intendono disfarsi del proprio animale.

Nel passato, l’identificazione del cane si basava sul “tatuaggio”, che però presentava molte complicazioni:

a) l’esigenza di una sedazione o anestesia;
b) la difficoltà nella lettura dei dati tatuati;
c) la dissolvenza dell’inchiostro;
d) un’enorme varietà di simboli tatuati e registri cartacei.

Per risolvere questi problemi, dal 2005 le autorità competenti hanno adottato il microchip per l’identificazione dei cani.
Il dispositivo identificativo, noto come microchip, è una capsula di vetro biocompatibile iniettabile, contenente un chip sul quale è infuso un codice composto da 15 numeri. Il microchip, prima della sua attivazione, rimane totalmente inattivo e non produce alcuna emissione di onde. L’esterno della suddetta capsula è caratterizzato da microincisioni, studiate per facilitare il fissaggio nei tessuti sottocutanei e prevenire possibili movimenti. Misurando approssimativamente 11 mm per 2 mm di diametro, è inserito in un ago monouso, applicato a una siringa sterile e monouso.

La cinofilia in Italia: cambiamenti recenti

In questi ultimi anni, il panorama italiano ha subito diverse modifiche. Nonostante un piccolo ritardo, certi cambiamenti si sono effettivamente verificati. A meno di venti anni dall’introduzione della legge del 1992, l’Anagrafe Canina sembra avere raggiunto un funzionamento ottimale, ignorando gli ostacoli posti da certe organizzazioni che temevano una riduzione dei loro

È importante precisare sin da subito che la verifica di taglia è specifica solo per i bassotti di razza pura
È importante precisare sin da subito che la verifica di taglia è specifica solo per i bassotti di razza pura

profitti. Parallelamente, la professione dell’allevatore cinofilo è stata riconosciuta e classificata a livello professionale, equiparata all’allevatore di pecore o bovini, con il dovuto pagamento di contributi INPS e IVA. Questo ha portato a un incremento dei guadagni da un settore nel quale il 98% è fiscalmente ignoto, in quanto non monitorato.

Un piccolo flusso di entrate in un ampio panorama caratterizzato da evasione fiscale, principalmente causata dagli alti costi aziendali in Italia. In questa situazione, si aggiunge l’evasione fiscale che danneggia l’intera popolazione alla competizione scorretta che nuoce agli allevatori in regola. Purtroppo, il cane è considerato un bene di lusso e viene applicata un’IVA al 21%; a differenza dei cavalli, ai quali, nonostante il divieto della Comunità Europea, viene applicata una tassa ridotta (un frutto delle leggi italiane contorte).

Tornando alla legge del 1992, lo Stato aveva anche dato mandato alle Regioni di fissare regolamenti e disposizioni riguardo alla tenuta dei cani (dimensioni minime dei canili, la regolamentazione delle strutture, codice etico, ecc). La Regione Piemonte è stata la prima a dotarsi di un regolamento. Il Piemonte ha condotto l’iniziativa, seguito da altre zone nordiche. Il Lazio, benché tra i ritardatari, ha impiegato pressappoco due decadi e ne passeranno altrettante prima che le Aziende Sanitarie Locali prendano misure a livello territoriale.

Ad oggi, le ASL sembrano essere al corrente solo di una minima parte degli allevatori professionali, mentre la vasta comunità di allevatori che si autoproclamano “hobbisti”, che commerciano animali non selezionati come se fossero il frutto della “nobile arte della selezione raziale” non è presa in considerazione. Continuando a chiedere prezzi elevati, e sovente importando dall’estero, ne subiamo gli esiti negativi con ricorrenti epidemie importate causate dalla mancanza di controlli di salute alle dogane. L’unica positività risulta l’introduzione recente nel codice penale del crimine di importazione clandestina di animali. L’ultimo carico riguardava i bassotti “cioccolato”, di grande richiesta sul mercato, ma scarsamente presenti negli allevamenti italiani. Parlando di Roma, in breve tempo la disponibilità di questi bassotti è aumentata in modo artificiale. La medesima situazione si è verificata con i Chihuahua, quando su un quotidiano romano, gli annunci di vendita di chihuahua sono passati da un solo venditore a dozzine in pochi mesi. Tutti animali introdotti illegalmente.

Suggerimenti sull’acquisto di un bassotto

I cani dovrebbero essere acquistati solo presso gli allevamenti. In Italia, ci sono numerosi allevamenti di

I cani dovrebbero essere acquistati solo presso gli allevamenti
I cani dovrebbero essere acquistati solo presso gli allevamenti

bassotti, tra cui raccomandiamo particolarmente quelli con il distintivo ENCI e iscritti nel registro delle imprese. Questi allevamenti ottengono tale distintivo successivamente dopo anni di monitoraggio della loro attività tramite la revisione dei cani che producono. Pertanto, la massima sicurezza per l’acquisto è garantita presso gli allevamenti. Sedi ENCI sono luoghi che tendono a detenere alto standard professionale. Al contrario, le strutture che si autoproclamano “hobbyiste” spesso non sono sottoposti a un controllo rigoroso o certificazione, con la conseguenza di essere in fondo individui semplici che si dichiarano come allevatori. Essi possono comunque vantare un’affiliazione ENCI, ma tendono a rimanere sconosciuti dalle imposizioni fiscali e non possiedono le adeguate autorizzazioni sanitarie. Questa considerazione è valida per l’acquisto di cani di qualsiasi razza, ma ancora di più per i dachshund, data la difficoltà di trovare esemplari sani e di buon aspetto. Perciò, si consiglia di evitare i negozi, che solitamente vendono cani importati o comprati da privati senza una garanzia sulla qualità del prodotto.