Il cucciolo di Bassotto
Il bassotto è uno dei cani più conosciuti e diffusi nel mondo. Il suo curioso aspetto, simile a uno “gnomo a quattro zampe”, gli ha attirato grandi simpatie, tanto che oggi è molto più noto come cane da compagnia che come cane da caccia, anche se questa era la sua funzione originaria.

Lui, però, non è un giocattolo, ma un cacciatore fiero e indomito: nel suo sguardo c’è la nobiltà di un cane che sa quello che vuole, che si sente importante e che non considera la bassa statura un handicap, ma un grandissimo pregio funzionale. Sarebbe bene che anche i suoi proprietari imparassero a rispettarlo, prima ancora che ad amarlo, perché lui è un “vero” cane, dal grandissimo carattere.
È dinamico e velocissimo, a dispetto delle gambe corte. È un cuor di leone disposto ad affrontare muso a muso avversari agguerriti e spesso assai più grossi di lui: volpi e tassi, se è un cane da lavoro, ma anche pastori tedeschi o San Bernardo che abbiano l’ardire di invadere il suo territorio. Insomma, non è affatto un cane tranquillo da lasciare sui cuscini: “parcheggiato” ci sta al massimo per cinque minuti, dopodiché esplode tutta la sua grinta, con risultati che vanno dal “tragico” (se i cuscini, per esempio, decide di mangiarseli) all’irresistibilmente comico.
Certamente questo è un cane da scegliere dopo averlo conosciuto a fondo, con pregi e difetti: siccome è di una simpatia travolgente, è probabile che decideremo di prenderlo “nonostante tutto”, perché ci rendiamo conto che ormai ci ha rubato il cuore. Deve essere, però, una scelta consapevole: guai ad acquistare un bassotto solo “perché è piccolo”. Dopo qualche giorno si potrebbe rischiare di pensare: “Ma perché non mi sono comprato un alano?”.
Il Cucciolo e Le sue origini
A differenza di ciò che è accaduto per altre razze canine, in cui è stata la selezione umana a indurre modifiche sostanziali dal tipo originario (che per tutti, ricordiamolo, è il lupo), il bassotto nasce da una mutazione spontanea. All’origine di questa e di altre razze simili c’è infatti una malformazione patologica: probabilmente la condrodistrofia, malattia che inibisce lo sviluppo delle ossa lunghe impedendo la proliferazione delle cartilagini di accrescimento. Il risultato è il cosiddetto “nanismo micromielico” che talora colpisce anche le razze a gambe lunghe.

Queste affezioni hanno due particolarità: sono ereditarie, quindi trasmissibili geneticamente, e sono perfettamente compatibili con la vita. I cani affetti da questa malformazione sono sani, arzilli e felicissimi: hanno le gambe corte, ma questo non pone loro alcun problema di salute (e neppure psicologico: i problemi se li fanno solo gli allevatori). Certamente non fa piacere trovare un nanetto in una cucciolata moderna di pastori tedeschi, ma nell’antichità qualche cacciatore-allevatore, trovandosi di fronte uno o più cuccioli a gambe corte in una cucciolata di segugi, probabilmente si rese conto che questi cani “difettosi” potevano avere un impiego preciso a caccia. I segugi con zampe normali, infatti, erano inefficaci quando la volpe, il tasso o il coniglio riuscivano a intanarsi; invece i cani con le gambe corte potevano inseguire la preda fin dentro la tana.
Così la selezione umana perpetuò una condizione canina che la natura non avrebbe mai mantenuto: per modificare in modo permanente la struttura del cane occorrevano infatti incroci mirati tra portatori della stessa malformazione. Questi incroci ben difficilmente si sarebbero potuti verificare in natura, mentre all’uomo bastò incrociare tra loro genitori e figli, o fratelli e sorelle, per fissare in breve tempo la caratteristica desiderata.
È probabile che l’utilità del bassotto in tana sia stata scoperta contemporaneamente in diverse parti del mondo, agli albori della civiltà: quindi è praticamente impossibile risalire a un unico progenitore della razza. Alcuni autori ritengono che i primi bassotti fossero egiziani, perché i ritrovamenti archeologici hanno portato alla luce dipinti risalenti al 2300 a.C. che ritraggono un cane a gambe corte con corpo allungato e orecchie diritte. Cani ad arti corti emergono però anche da ritrovamenti archeologici dell’antico Messico, dall’altra parte del mondo: è quindi certo che la stessa malformazione genetica indusse popoli diversissimi a incoraggiarne la diffusione per creare cani da tana.
Per quanto riguarda la storia recente, è probabile che il bassotto odierno sia diretto discendente del dachsbracke, un cane a gambe corte e a pelo corto diffuso fin dal Medioevo in Sassonia, Renania, Westfalia, Tirolo e Svizzera. Per la Federazione Cinologica Internazionale, però, oggi non si chiama più “bassotto tedesco”, come è stato fino al 1998, ma semplicemente “bassotto”, forse per accontentare in parte gli inglesi che hanno dato tanto impulso alla selezione e che per molti anni hanno avuto indiscutibilmente i cani migliori. Oggi il bassotto è uno dei cani più conosciuti, amati e diffusi: l’allevamento moderno ha raggiunto tali punte di eccellenza che è praticamente impossibile stabilire quale sia la nazione “trainante”, perché ormai in tutto il mondo si trovano cani di altissimo livello.
Taglie e varietà
Il bassotto esiste in tre varietà di taglia (medio, nano e kaninchen) e in tre varietà di pelo (lungo, corto e duro). La taglia si misura in base alla circonferenza toracica che deve essere inferiore a 35 centimetri per i nani e a 30 centimetri per i kaninchen. Il bassotto da cui

originano tutti gli altri è il medio a pelo corto, in tedesco Teckel Kurzhaar. Quello a pelo duro (Teckel Stichelhaar) fu creato nel XVIII secolo incrociando il bassotto con diversi terrier a pelo duro e con lo schnauzer nano, mentre quello a pelo lungo (Teckel Langhaar) fu ottenuto da incroci con gli spaniel tedeschi, ottimi riportatori e nuotatori e splendidi cani da compagnia, ma non molto aggressivi. L’effetto di questa infusione di sangue, nel bassotto a pelo lungo, si sente ancora anche dal punto di vista caratteriale: spesso (anche se non sempre) questi bassotti hanno uno spirito più pacifico della media, il che li rende un po’ meno idonei alla caccia e più adatti al ruolo di cane da compagnia.
Per quanto riguarda le taglie, il bassotto nano è il risultato di ripetuti incroci tra bassotti medi particolarmente piccoli, mentre il kaninchen (che significa “cane da coniglio”, perché la sua taglia ridottissima gli permette di entrare nelle piccole tane dei conigli selvatici) è stato ottenuto dall’incrocio con lo zwergpinscher. Il suo influsso emerge chiaramente nel muso più corto, negli occhi rotondi e nello stop più marcato. Anche il bassotto nano e il kaninchen sono meno aggressivi del bassotto di taglia media, tanto che oggi sono usati più per la compagnia che per il lavoro. Il bassotto medio è il solo a cui si chiede “ufficialmente” di mantenere intatta l’attitudine venatoria ed è infatti l’unica varietà sottoposta a prova di lavoro per l’attribuzione del campionato di bellezza.
Regole per una buona convivenza
I cani sono sempre più numerosi, sono diventati parte integrante di molte famiglie, amici preziosi dei bambini e delle persone anziane, compagni fedeli per molti single e sostitutivi dei figli per molte coppie senza bambini. In ogni caso i cani hanno perso da tempo buona parte delle loro funzioni pratiche (lavoro nella caccia, nella conduzione del bestiame ecc.),

diventando sempre più esclusivamente degli animali d’affezione, amatissimi dai loro padroni, e proprio per questo venendo a svolgere un ruolo importantissimo. Ma amare i propri cani significa anche metterli in condizione di essere accettati e rispettati anche dalle persone che propriamente non li amano, o perlomeno non hanno scelto di condividere l’esistenza con un animale.
Si stima che il numero di cani in Italia sia di almeno nove milioni, di cui cinque e mezzo vivono nelle città: occorre rendersi conto che una popolazione canina così numerosa crea problemi di convivenza, soprattutto in ambiente urbano, quando si tratta di pulizia dei marciapiedi o delle aree verdi. È quindi necessario che vengano rispettate alcune regole fondamentali, talora dettate dai regolamenti comunali, che suggeriscono delle linee di comportamento importanti ai fini di una buona convivenza.
1. Iscrivere il cane all’anagrafe canina e farlo tatuare è obbligatorio, ma anche un atto d’amore. In caso di smarrimento o di incidente, questo è l’unico modo per rintracciare il proprietario. È sempre consigliabile anche scrivere sul collare il proprio nome, indirizzo e numero di telefono.
2. Niente bisogni senza pulizia: il cane fa e il padrone deve raccogliere con le apposite palettine, con i guanti usa e getta o, se non dispone di meglio, anche con un comunissimo fazzoletto di carta.
3. Dove esistono, usate le aree riservate ai cani nei giardini pubblici: non ha senso contendersi le aree verdi con i bambini. I padroni di cani con figli piccoli dovrebbero essere i primi a recepire questa consuetudine.
4. Ricordate che molti regolamenti comunali prevedono per i cani a passeggio l’obbligo del guinzaglio o, se liberi, della museruola. Forse non è il caso di esagerare, ma se si conosce il proprio cane e si sa che può dare problemi, non esitate a fare la scelta più sicura.
5. In ogni caso, no ai guinzagli lunghissimi che fanno inciampare i poveri pedoni.
6. Il cane non dovrebbe entrare nei negozi e nei locali pubblici se non è espressamente consentito. Inoltre, nei locali e sui mezzi di trasporto pubblici esiste l’obbligo anche della museruola: massima discrezione e rispetto dei passeggeri si impongono.

7. In bar e ristoranti non lasciate che il vostro cane vada in giro mendicando cibo a tutti i tavoli. È una pessima abitudine anche in casa propria, a maggior ragione deve essere evitata se arreca disturbo alle altre persone.
8. Ricordate che molti bambini, ma anche molti adulti, possono avere paura dei cani, non importa se grandi o piccoli. Non lasciate che il vostro cane si avvicini a loro senza il vostro diretto controllo e chiedete prima ai genitori o alle persone in questione se sono infastidite dalla sua presenza.
9. Nessuna visita in casa d’altri se non si è certissimi che il nostro amico sia ospite gradito; comunque presentarsi solo dopo che si è preavvertito: un’improvvisata sarebbe maleducata.
10. Quando si è in casa d’altri, specialmente se di persone che non si conoscono bene, vigilate che il cane si comporti con la massima educazione possibile: anche se è ben accetto, non è detto che i vostri ospiti gradiscano che si sdrai sul divano o mordicchi liberamente i mobili.
11. Il cane non deve regalare effusioni agli altri: leccatine e abbracci solo con il padrone, anche perché molte persone non lo gradiscono proprio.
12. Ultima regola ma fondamentale: acquistare un cane è più che sposarsi e bisogna pensarci bene, perché la fedeltà verso di lui deve essere assoluta. Non sono ammessi divorzi.